Le autocertificazioni firmate dagli studenti erano facili da falsificare o dimenticare, e i docenti non sempre riuscivano a controllare l’effettiva partecipazione. Questa situazione ha generato un aumento di segnalazioni e una perdita di fiducia nei confronti dei report di frequenza, con un margine di errore stimato intorno al 25%.
Per rispondere alla nuova esigenza, l’ente ha introdotto l’app Job Marker, che permette agli studenti di registrare la propria presenza in autonomia via smartphone. Durante i corsi online, un codice univoco generato dal docente viene utilizzato per confermare la partecipazione in tempo reale. Nei corsi in aula, la timbratura avviene in prossimità di un tablet o direttamente dall’app.
Il sistema ha migliorato del 40% l’accuratezza della rilevazione presenze e assenze, ridotto del 50% i tempi di quadratura dei dati e semplificato le procedure di validazione dei crediti formativi. Il controllo più rigoroso ha anche contribuito ad aumentare la percezione di serietà e trasparenza tra studenti e docenti.
Tecnologia GPS
Docente che svolge lezioni in sedi distaccate dell’università, con tracciamento automatico della presenza presso le diverse facoltà.
Tecnologia NFC
Studente universitario che avvicina lo smartphone a tag NFC posto all’ingresso delle aule per registrare la presenza ai corsi.
QR Code
Studente che inquadra il QR code dinamico mostrato sullo schermo dell’aula durante la lezione per confermare la presenza.
Tecnologia NFC
Personale amministrativo della scuola che utilizza badge per accedere agli uffici e registrare gli orari di lavoro.
Tecnologia RFID
Docenti che accedono a laboratori specialistici o biblioteche con controllo automatico degli accessi.
Banda Magnetica
Studenti di scuole superiori che utilizzano tessere magnetiche per accedere alla mensa e ai servizi scolastici.
PIN/Matricola
Chiosco posto all’ingresso dell’istituto dove studenti inseriscono matricola e pin per registrare ingresso/uscita dalla scuola.